Il transito di Venere
Il passaggio del pianeta Venere sul disco solare previsto per la mattina dell’8 giugno 2004, è uno degli eventi astronomici più attesi. L’interesse è senz’altro, ma non solo, dovuto alla rarità di questo fenomeno che non si verifica in assoluto dal 6 dicembre 1882 e sarà per la prima volta completamente osservabile nel cielo della Sardegna. Il prossimo passaggio avverrà relativamente presto, il 6 giugno 2012, ma poi si dovrà attendere l'11 dicembre 2117. Entrambi questi futuri transiti saranno però interamente visibili solamente dal continente americano.
Perché il
fenomeno sia osservabile occorre che Venere si trovi perfettamente allineato
con la Terra e il Sole. Ciò avviene (nella prima decade di giugno o
di dicembre) soltanto 4 volte in un ciclo di 243 anni: due coppie di passaggi
(in un intervallo di 8 anni) separate una volta da 121½ anni ed un’altra
da 105½ anni. I pochi transiti storici che fu possibile prevedere dopo
la pubblicazione delle opere di Keplero sono stati osservati nel 1639, 1761
e 1769, 1874 e 1882 e fanno parte della storia dell’astronomia. In particolare
sono da ricordare quelli del XVIII secolo, in occasione dei quali numerosi
stati europei organizzarono lunghe e complesse campagne d’osservazione,
cui si accompagnarono spedizioni scientifiche e geografiche, nelle vecchie
e nuove colonie d’oltremare. Le determinazioni degli istanti del transito
ottenute da luoghi della superficie terrestre a differenti latitudini permisero,
secondo quanto suggerito da Halley (1716), di ottenere una misura abbastanza
precisa della distanza di Venere dalla Terra e quindi, tramite la terza legge
di Keplero, della distanza media Terra-Sole, base della scala di distanze
del sistema solare, attualmente stimata in 149.597.870 km.
Oggi il metodo dei transiti è una tecnica utile nella ricerca di pianeti
orbitanti intorno ad altre stelle.
Il transito dell’8 giugno 2004 sarà interamente visibile dall’Asia (con esclusione delle zone più orientali), dall’Europa, dal Medio Oriente e da gran parte dell’Africa. In Italia il passaggio avrà una durata media di 5h 25m, con massimo intorno alle 10h 23m (ora estiva). La durata è stimata fra i due contatti interni essendo difficilmente osservabili quelli esterni. A Cagliari il primo contatto esterno (1) avverrà (in ora estiva) alle 7h 20m 25s, il primo contatto interno (2) alle 7h 39m 59s, il massimo alle 10h 23m 25s. In quel momento Venere si troverà alla minima distanza angolare dal centro del Sole. L’ultimo contatto interno (3) avverrà alle 13h 05m 05s e l’ultimo contatto esterno (4) alle 13h 24m 15s. Questi dati sono validi, a meno di qualche secondo, per tutta la Sardegna. Dato che il diametro apparente di Venere è circa 1/30 di quello solare, il fenomeno sarà percettibile anche senza strumenti.
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Naturalmente,
come nel caso delle eclissi di Sole, per prevenire gravi lesioni alla
vista, deve essere assolutamente evitata la visione diretta del Sole
senza la protezione di speciali filtri. Va pertanto sconsigliato, in
quanto non sicuro, anche l’uso di normali occhiali da sole o mezzi
artigianali, quali vetri affumicati, CD, negativi fotografici. E’
possibile utilizzare i vetri da saldatore ma solamente quelli con gradazione
uguale (o superiore) a 14. Uguale (se non maggior) cautela se si utilizzano
binocoli o telescopi. |